Lettera ai miei coetanei

scritto da Il poeta triste
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Testo: Lettera ai miei coetanei
di Il poeta triste

Lettera ai miei coetanei

Vivere di inerzia, groviglio di buio, rimasto sveglio dalle vostre incredulità, 
succube dei vostri malati sogni. Questo mondo non mi appartiene, ma forse io 
appartengo a lui.

E continuo a pensare, ma se penso è perché vivo, non perché penso. Se di lei mi 
è rimasto solo quel fruscio, malato sogno di possesso, ossessivo circuito di 
mancanze.

Quell’oscuro che mi divora: di me non rimarrà neanche l’ombra di questo brutto 
sogno. Non credo al destino, ma tu aspettami dove il mare finisce, così che io 
non possa mai più arrivarci.

Io che mischio il dolore ai miei occhi, di questo pomeriggio grigio, cupo e 
divisivo. Io che confondo l’abbraccio a un massacro e il diverso a una 
preghiera, il sospiro a un alleggerimento, una parola di meno a un proteggersi.

Un corpo mostruoso avanza nei miei occhi, mi muovo e lo sento. È tardi per 
sparire, è presto per rimanere.

Io sento, mi sento, cambio. Aspetto che tu mi lasci cieco così che non possa 
vedere dove io debba stare, perché forse non voglio stare come state voi.

Lettera ai miei coetanei testo di Il poeta triste
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